"amori malati
nel mesto autunno svaniscono
cadono le prime foglie qui sui colli della mia amata terra
malinconia di giorni che più tornano
calore che si spegne
fiamma che si estingue nei ricordi di ciò che più non ritorna
amori malati,
apatia della vita
rami disseccati che chiedono solo di essere recisi
urla lontane di bambini disperati che hanno perso il loro giocattolo
anime perse nelle foschie del mattino
rugiada mattutina che si mescola alle loro lacrime
vita che amara continua
per quelli che più non aspettano
ciò che è perduto
che più nulla alla vita chiedono
amori malati ..."
"continuo a parlare in una lingua che nessuno può più capire, a che serve cercare la verità in un mondo che non coltiva più l'onore?" ...
"Maestro Vohameth, l'ho sognato ancora ...
Lui era in un luogo buio e c'era molto rumore, persone e luci strane nel buio e percepivo la sua paura strana e i suoi battiti erano i miei...
I pensieri non li capivo perchè confusi e le parole in una lingua che non conosco.
Lui disse quelle parole, però nella lingua dei Padri, pur non conoscendola ... erano le uniche parole chiare ma senza senso che diceva, quelle strane parole.
Lui è molto lontano da noi?"
"Si lo è. Lui è perduto, ma ci sta cercando da molto tempo ormai, dai tempi della Grande Diaspora dopo la caduta del Secondo Regno.
Non comprende che mentre pensa a sè stesso, alle sue piccole meschinità e si perde nelle velenose passioni e altre cose irrilevanti che portrano danni alla conoscenza, noi viviamo ancora una tragedia cosmica. In ogni istante si consumano tragedie cosmiche e mondi muoiono ... Senti le urla dei disperati che vagano nell'Oblio? Sono loro che animano la ruota del dolore e della disperazione."
"Eppure egli, maestro, vede i grandi mondi, sa che noi esistiamo ma in un mondo diverso e che noi siamo in diverse fibre ..."
"Egli è cieco, la sua cecità è il suo dolore ... la sua colpa, non ciò che sta cercando perchè là non la troverà. Quando egli la troverà qui presso di noi non ne avrà più alcun interesse perchè irrilevante in ciò che è Oscuro ed è questa la sua dannazione.
E fino al momento in cui la cercherà non tornerà mai da noi: egli vaga come uno spettro in un mondo che non lo può capire perchè non ne è parte. E' vero egli sogna e ciò non lo farà morire ...
Il suo è un mondo estraneo nella fibra: in quel luogo pochi uomini sognano mentre gli altri producono solo incubi."
"perfetta tela
complessa trama
il ragno tesse
come macchina infallibile
la terribile morte
inutile via di scampo per la preda
l'esistenza, essa pure è una vittima
una trappola ferale
l'anima nel bolo di seta imprigionata
inutile la via, inutile la fuga
orrido ingranaggio cosmico
il suo perverso motore
esso tutto muove
la vita (è) la sua energia
ma essa pure si esaurisce ...
con la sua estinzione
il motore cessa il suo perverso moto ...
perpetua solo l'illusione dell'eterno
meschina e falsa è l'eternità"
sono la mano sulla spalla
sono il cuore che nostante le numerose ferite continua a battere
sono l'anima che le spine hanno trafitto nel profondo
sono le vite spezzate ...
sono il respiro che muove il mondo che è al di là
sono ... e aleggio ...
dimentica l'immortalità,
essa è inutile via
dimentica la vita e il fato,
essi sono veleni
dimentica il pensiero delle vite spente,
esso trascina agli inferi
dimentica il tempo dell'illusione,
esso lega alla vita,
dimentica l'amore che hai avuto ...
dimentica e sospira come il ventre del nulla,
esso non ripaga la solitudine del domani
cadono lenti i rami e le foglie appesantiti dalla neve
con essi illusioni di vite schiantate,
si infrangono sogni di mondi lontani,
scolora il senso delle cose antiche
legame alla vita e a ciò che è perduto
La felicità ...
La natura è difficile: gli esseri fanno fatica ad adattarsi.
Il mondo della materia del resto è composto di parti e quindi decade degradadandosi in forme più basse e meno organizzate.
Da dove verrebbe l'autorganizzazione di una piccola parte di biomassa dunque?
Il principio delle cose per alcuni, il signore della materia per gli altri (deisti) rende alle creature più evolute l'illusione della "felicità" (o spinta vitale) per poter propagare e migliorare la specie ed evitare l'estinzione.
Esso è un principio malvagio per le categorie umane perchè il saggio ne vede la ragione dei mali: ma è solo un artificio umano, che pure condivido. E' un modo per permettere lo sviluppo e l'evoluzione.
Senza l'illusione della felicità gli esseri ad elevata organizzazione non costruirebbero, non ricercherebbero nulla, non procreerebbero. La ricerca ossessiva di ciò che chiamiamo convenzionalmente "amore" è il nucleo di questa grande illusione ed il motore che propaga questa macchina evolutiva perversa.
Tramite essa si ricerca e ci si adatta a tutti i cambiamenti e fa anche resitere a gravi asperità: in modo illusorio, si intende, questa forza illude gli esseri di sopraffare le forze della morte e del dolore che però non sono illusioni ma reali.
Dunque un'illusione contro i Signori del mondo? Un paradosso in cui cascano le forme anche consapevoli: un'illusione che permette adattamento ed evoluzione delle forme viventi ad ogni diverso livello evolutivo ma poi vincono con un vantaggio sconcertante solo le forze reali ed invincibili: dolore e morte ...
Ma dolore e morte hanno anche esse bisogno di questa illusione: se prevalesse il principio dell'estizione (assenza di illusione) dolore e morte cesserebbero. E' quindi evidente che il principio che fomenta questa macchina è malvagio e incarna quello che noi umani chiamiamo appunto dolore e morte.
Dolore e morte sono forze potenti ma senza vita non agirebbero: è una macchina che ha il principio di un cancro autorganizzato.
Un cancro che corrode e intacca gli organi ma che nel contempo elabora dei meccanismi per rigenerarli. Questo meccanismo gli umani chiamano dolore. Se avviene la rottura del sistema allora si parla ovviamente di morte, che solo raramente però attacca specie a meno che non ci sia il rimpiazzo: nessuna specie infatti è necessaria e tutte le specie sono sostubili ... uomo compreso.
Chiesi al Maestro di Logica: "V'è una logica nell'esistenza?"
Egli mi disse:"Senza esistenza non può essere definita una logica, essa è quindi a posteriori all'esistenza stessa e quindi irrilevante e privo di senso il quesito ... inoltre essa composta di parti o proposizioni e non è una proprietà intrinseca quindi l'intaglio è irrilevante alla stessa.
Due sono le realtà che si scontrano nell'esistere: il caos e l'oscurità: quelle sono immanenti, imperiture quantità di sostegno e dominano tutto, compenetrandosi ... esse sono a priori dell'esistenza."
"Maestro, Vi rendete conto dell'affermazione che avete fatto? Se la minoranza dovesse appropriarsi di queste idee il Regno potrebbe crollare sulle sue stesse basi ..."
"Se il nostro popolo non compirà presto il passo verso l'Oscuro esso si estinguerà, ma non è quella la peggiore delle conseguenze come tu ben sai ...
La peggiore delle estinzioni e quella che avviene nella non conoscenza e nell'ottusità, la non cosapevolezza è colpa."
"Come se nulla fosse accaduto, accadde invece ... accadde l'inevitabile e i miei pensieri divennero ferro ...
La paura che i miei abbracci fossero troppo freddi per scaldare il suo cuore,
che il mio tocco fosse troppo sottile per essere percepito dal suo cuore,
che il mio respiro notturno fosse troppo lontano per essere udito da lui,
che le mie parole d'amore fossero dette in una lingua a lui sconosciuta,
che i miei pensieri fossero soffocati dall'antico dolore e dalle mie debolezze ... accadde ... capii
come un codardo me ne andai via chiudendo definitivamente quella porta verde"
"Inutile levare un grido di disperazione
gli uomini sono sordi
inutile cercare un tesoro perduto
gli uomini sono avari
inutile cercare la bellezza
gli uomini trasmettono la bruttura
inutile piangere le primavere perdute
gli uomini vivono da molto tempo nel gelo
inutile cercare le parole perdute e il canto
gli uomini non concepiscono la poesia
inutile cercare una ragione
gli uomini vivono nell'inverno della conoscenza
inutile suonare la sacra arpa
gli uomini hanno cuore di ghiaccio
Madre dei Primi Uomini
accogli lo spirito di un uomo stanco
legalo al Sacro Albero dei Padri"
"Un tremendo dilemma assilla la mia mente ...
Penso alla bassezza della vita e ai suoi perversi meccanismi di autoreplicazione, a come essa inganni tutto e tutti per contaminare come muffa tutti i mondi possibili ...
Penso all'incredibile facilità della sua corruzione, alla decomposizione ...
Essa ha senza dubbio origine vile pur presentandosi anche in forme che potrebbero meravigliare delle divinità per armonia e bellezza ...
Essa è in atto la sua decomposizione e ho notato forti analogie fra la formazione embrionale e lo suo stadio finale che è la decomposizione.
Destano in me eguale ribrezzo e orrore entrambi questi processi
Hanno analogie ... Essendo il ribrezzo una categoria non logica non posso che ritenere del tutto soggettive queste mie ultime affermazioni, non posso portare evidenze che ipotetiche alle mie affermazioni ...
Resto esterrefatto quando penso a come l'essere abbia potuto precipitare così in basso e scendere a patti con ciò che di più abbietto esista nell'esistere: la biologia
Illusorio pensare che la vita e i sensi siano necessari alla conoscenza, mi recano scandalo ... e ne sono sempre meno convinto ...
Torme di umani guidati dalla pura sussistenza e dall'ignoranza mi fanno invece pensare il contrario: ovvero che la vita possa consumare l'essere stesso facendolo sprofondare in mondi sempre più bassi, nell'oblio.
Nello stesso modo in cui la vita è un tramite e un veleno alla consapevolezza stessa."
"Se ciò che è perduto è irrimediabilmente irrecuprabile perchè cercare surrogati e rincorrere ombre? Perchè cercare un'illusione che vediamo come felicità e continuare a soffrire? Perchè insistere a bere da una fonte che non solo non ci disseta ma che anzi ci spinge a bere ancora di più distogliendoci dal pensiero di noi stessi e di ciò che siamo veramente?
Le esperienze ci cambiano a volte in modo traumatico e si finisce con il raggiungere un equilibrio che dai più è visto come rinuncia alla vita ... ma che ne sarebbe di noi, di tutto il dolore che abbiamo subito se non ci insegnasse almeno qualcosa e non lasciasse alcun segno in noi? Per inutile e gratuito che sia il dolore deve portare ad una maggiore consapevolezza al pari dei sogni"
"Nei contorti recessi della mente illusori aneliti di immortalità turbano e minano la sorgente della logica della specie: si paralizza il pensiero e la grande macchina fallisce.
Ivi le scorie di contorti mostri hanno la meglio e soffocano l'anima verso l'annullamento e l'inverno quantistico.
Muore sgretolandosi in segnali neuronici autorganizzati la mente e la prigione fisica nella decomposizione ... la lenta degradazione a forme più basse, questo è l'incubo ... un sogno di nulla la meta vera ma senza propagazione in mondi bassi e inconsapevoli,
un sonno senza sogni il rimedio all'inquietudine unica via è la morte consapevole, unica fuga da un mondo che è solo cibo per il male assoluto"
"Mi soffermo spesso a meditare dell'origine della menzogna.
Ne rimango sempre sbigottito: la sua radicata perversione è di essere così profondamente permeata negli uomini e a tutto il mondo animale in genere.
Sono ogni giorno sempre più propenso a credere che essa sia legata indissolubilmente al perpetuarsi del genoma.
Un uomo che ha un forte legame alla vita e alla sua propagazione tende quindi a sviluppare una naturale propensione alla menzogna per ragioni riproduttive con tutto ciò che ne consegue come la ricerca del successo e del potere nonchè l'esasperata ricerca di un edonismo spesso svuotato del bello."
Da scritti frammentari "Le radici del Male" 2006
"La Ruota è la maledizione
la sorgente dei mali ...
entrare nella ruota porta la colpa
la ruota macina con i suoi ingranaggi procurando profonde ferite
ma l'illusione che ne è il motore presto le ripara
solo dalla tenebra profonda la ruota si vede col suo orrido ingranaggio,
spettri di infelici, come matasse di bruchi in un corpo in decomposizione, si attaccano disperatamente ad essa attratti dalla sua luce orrida e nauseabonda
cercano da essa il nutrimento vitale che essa in modo copioso elargisce,
tutti i mondi dipendono da lei: tutti gli esseri dal più basso al più alto entrano a patti con essa e tutti devono darle il tributo sommo ...
il dolore ...
essa solo ruba e nulla dà se non l'illusione che il dolore non esista"
"la malinconia è la più bella e alte fra le sensazioni umane
Essa ci lega indissolubilmente alle belle persone e ai bei momenti della nostra esistenza passata.
E' il filo sottile che affonda la barriera del tempo e ci tiene legati al denso ricordo, ci ricorda quali sono le belle cose della nostra esistenza che hanno lasciato in noi un traccia profonda e ci impedisce di dimenticarle.
Essa è memoria delle sensazioni ed è di sicuro un dono divino. Il Signore Oscuro che suonando la sacra Arpa ci evoca la tristezza vuole che le cose vane affondino nel nulla e non abitino mai il cuore degli uomini."
il calore ha bisogno di un fuoco che lo alimenti, purtroppo per ragioni termodinamiche prima o poi è destinato a spegnersi e ciò indipendentemente dalla sua qualità ...
meglio sarebbe abituarsi al gelo perchè esso prima o poi inghiottirà tutto ...
Esso è la vera essenza di quel mondo nel cui interno si è generata l'illusione fugace, la fiamma che chiamiamo vita ...
un cosapevole distacco dai legami con le cose e con le persone è la vera libertà e in questo una solitudine cosapevole è la vera conquista dell'uomo, l'unica via per una forma saggezza ...
da "Haboraat" (consolazione di uno spettro) di T'Hidar Maraiman
"La vita è come la sorte, una distesa di acqua indefinitamente estesa e turbinosa: noi siamo come su barche sulla sua superficie alla deriva e sottoposti a forze complesse e vorticose. A volte in questo casuale essere sospinti i nostri persorsi si intersecano con quelli di altri ma non li si ripercorre mai per più di un punto e tale evento è irreversibilmente irripetibile ... altre volte invece una barca si avvicina a noi e l'uomo su di essa tende la mano aggrappandosi alla nostra barca e un breve tratto di mare viene percorso assieme ... per forte che sia la presa però le forze dei turbini prima o poi ci strappano l'uno dall'altro disperdendoci sempre più lontano nella distesa, fra fitte nebbie."
"Vorrei lasciarmi dietro come pesante e inutile fardello la mia umanità
come una fenice abbandonare la miseria dell'esistenza
Nel mondo presto tutto diviene triste e si scolora
perchè l'armonia è la maschera del tormento
come la bellezza è maschera dell'orrore
e l'amore la maschera del dolore ...
Egli il più crudele dei Signori Neri, il Dolore
esso è immamente ed ha essenza consapevole, permea ogni essere
onnipotente come sua sorella: laVita
Egli nulla perde nel suo vagare come Ombra di crepuscolo,
la sua gelida mano afferra con forza la spalla di un uomo
senza preavviso alcuno,
a suo arbitrio cede la presa solo per afferrare con altrettanta forza la spalla di un altro infelice ...
Ma Egli è anche un grande maestro e ci insegna che non lui ma la sopravvivenza annienta e consuma inutilmente ... senza scopo ..."

"dalla constatazione del fatto che il dolore è una proprietà intrinseca dell'essere ne consegue che la via per estinguere il dolore è l'estinzione dell'essere ...
in tal senso la vita è una colpa non il dolore e l'essere ne è la causa. Coloro che parlano di felicità non sono consapevoli che tutto viene a dipendere da un principio che si fonda nel dosare con accurata sapienza dolore e illusione vitale allo scopo preciso di far accettare al senziente la vita e la sua propagazione.
Mai troppa felicità e mai troppo poca, così si alterna ad una vita di dolore o apatia qualche istante di illusoria felicità, perchè vi sia l'accettazione della vita con tutto il suo meschino carico e la determinazione a propagarla."