"Se ciò che è perduto è irrimediabilmente irrecuprabile perchè cercare surrogati e rincorrere ombre? Perchè cercare un'illusione che vediamo come felicità e continuare a soffrire? Perchè insistere a bere da una fonte che non solo non ci disseta ma che anzi ci spinge a bere ancora di più distogliendoci dal pensiero di noi stessi e di ciò che siamo veramente?
Le esperienze ci cambiano a volte in modo traumatico e si finisce con il raggiungere un equilibrio che dai più è visto come rinuncia alla vita ... ma che ne sarebbe di noi, di tutto il dolore che abbiamo subito se non ci insegnasse almeno qualcosa e non lasciasse alcun segno in noi? Per inutile e gratuito che sia il dolore deve portare ad una maggiore consapevolezza al pari dei sogni"
"Nei contorti recessi della mente illusori aneliti di immortalità turbano e minano la sorgente della logica della specie: si paralizza il pensiero e la grande macchina fallisce.
Ivi le scorie di contorti mostri hanno la meglio e soffocano l'anima verso l'annullamento e l'inverno quantistico.
Muore sgretolandosi in segnali neuronici autorganizzati la mente e la prigione fisica nella decomposizione ... la lenta degradazione a forme più basse, questo è l'incubo ... un sogno di nulla la meta vera ma senza propagazione in mondi bassi e inconsapevoli,
un sonno senza sogni il rimedio all'inquietudine unica via è la morte consapevole, unica fuga da un mondo che è solo cibo per il male assoluto"
"Mi soffermo spesso a meditare dell'origine della menzogna.
Ne rimango sempre sbigottito: la sua radicata perversione è di essere così profondamente permeata negli uomini e a tutto il mondo animale in genere.
Sono ogni giorno sempre più propenso a credere che essa sia legata indissolubilmente al perpetuarsi del genoma.
Un uomo che ha un forte legame alla vita e alla sua propagazione tende quindi a sviluppare una naturale propensione alla menzogna per ragioni riproduttive con tutto ciò che ne consegue come la ricerca del successo e del potere nonchè l'esasperata ricerca di un edonismo spesso svuotato del bello."
Da scritti frammentari "Le radici del Male" 2006
"La Ruota è la maledizione
la sorgente dei mali ...
entrare nella ruota porta la colpa
la ruota macina con i suoi ingranaggi procurando profonde ferite
ma l'illusione che ne è il motore presto le ripara
solo dalla tenebra profonda la ruota si vede col suo orrido ingranaggio,
spettri di infelici, come matasse di bruchi in un corpo in decomposizione, si attaccano disperatamente ad essa attratti dalla sua luce orrida e nauseabonda
cercano da essa il nutrimento vitale che essa in modo copioso elargisce,
tutti i mondi dipendono da lei: tutti gli esseri dal più basso al più alto entrano a patti con essa e tutti devono darle il tributo sommo ...
il dolore ...
essa solo ruba e nulla dà se non l'illusione che il dolore non esista"
"la malinconia è la più bella e alte fra le sensazioni umane
Essa ci lega indissolubilmente alle belle persone e ai bei momenti della nostra esistenza passata.
E' il filo sottile che affonda la barriera del tempo e ci tiene legati al denso ricordo, ci ricorda quali sono le belle cose della nostra esistenza che hanno lasciato in noi un traccia profonda e ci impedisce di dimenticarle.
Essa è memoria delle sensazioni ed è di sicuro un dono divino. Il Signore Oscuro che suonando la sacra Arpa ci evoca la tristezza vuole che le cose vane affondino nel nulla e non abitino mai il cuore degli uomini."
il calore ha bisogno di un fuoco che lo alimenti, purtroppo per ragioni termodinamiche prima o poi è destinato a spegnersi e ciò indipendentemente dalla sua qualità ...
meglio sarebbe abituarsi al gelo perchè esso prima o poi inghiottirà tutto ...
Esso è la vera essenza di quel mondo nel cui interno si è generata l'illusione fugace, la fiamma che chiamiamo vita ...
un cosapevole distacco dai legami con le cose e con le persone è la vera libertà e in questo una solitudine cosapevole è la vera conquista dell'uomo, l'unica via per una forma saggezza ...
da "Haboraat" (consolazione di uno spettro) di T'Hidar Maraiman
"La vita è come la sorte, una distesa di acqua indefinitamente estesa e turbinosa: noi siamo come su barche sulla sua superficie alla deriva e sottoposti a forze complesse e vorticose. A volte in questo casuale essere sospinti i nostri persorsi si intersecano con quelli di altri ma non li si ripercorre mai per più di un punto e tale evento è irreversibilmente irripetibile ... altre volte invece una barca si avvicina a noi e l'uomo su di essa tende la mano aggrappandosi alla nostra barca e un breve tratto di mare viene percorso assieme ... per forte che sia la presa però le forze dei turbini prima o poi ci strappano l'uno dall'altro disperdendoci sempre più lontano nella distesa, fra fitte nebbie."
"Vorrei lasciarmi dietro come pesante e inutile fardello la mia umanità
come una fenice abbandonare la miseria dell'esistenza
Nel mondo presto tutto diviene triste e si scolora
perchè l'armonia è la maschera del tormento
come la bellezza è maschera dell'orrore
e l'amore la maschera del dolore ...
Egli il più crudele dei Signori Neri, il Dolore
esso è immamente ed ha essenza consapevole, permea ogni essere
onnipotente come sua sorella: laVita
Egli nulla perde nel suo vagare come Ombra di crepuscolo,
la sua gelida mano afferra con forza la spalla di un uomo
senza preavviso alcuno,
a suo arbitrio cede la presa solo per afferrare con altrettanta forza la spalla di un altro infelice ...
Ma Egli è anche un grande maestro e ci insegna che non lui ma la sopravvivenza annienta e consuma inutilmente ... senza scopo ..."

"dalla constatazione del fatto che il dolore è una proprietà intrinseca dell'essere ne consegue che la via per estinguere il dolore è l'estinzione dell'essere ...
in tal senso la vita è una colpa non il dolore e l'essere ne è la causa. Coloro che parlano di felicità non sono consapevoli che tutto viene a dipendere da un principio che si fonda nel dosare con accurata sapienza dolore e illusione vitale allo scopo preciso di far accettare al senziente la vita e la sua propagazione.
Mai troppa felicità e mai troppo poca, così si alterna ad una vita di dolore o apatia qualche istante di illusoria felicità, perchè vi sia l'accettazione della vita con tutto il suo meschino carico e la determinazione a propagarla."
Più lontano delle stelle, più remoto del più remoto dei mondi sondabili
da tempo hai attraversato la grande distesa d'acqua che separa i nostri mondi e mi dibatto nel sonno disperato ...
Vorrei scrivere per te le parole che non sono mai state scritte ma il dolore e la tristezza sono categorie mute,
ti cerco ma non ti trovo ...
se il mio dolore ti portasse lontano dal nulla delle ombre tutta la vita soffrirei ...
se la mia esistenza ti portasse lontano al di là della grande distesa d'acqua e più in là oltre la barriera di fuoco, evitando così la dispersione nel Chaos, la mia inutile vita ti darei una, cento, mille volte ...

è quasi la fine la fine degli anni 20 e ancora conservi la tua bellezza ... la tua malinconia si legge ancora sul viso ma non essere triste per me: ormai sono oscuro e ti riporeterò su Semesh IV ... quei tempi avranno conosciuto la dissoluzione di questo mondo che ci ha dato tanto dolore ...
"... qualcuno al di là la del tempo e dello spazio, servendosi delle linee di realtà tesse oscure trame, ma qualcuno ha messo un filo nel perverso ordito" ...
dedicata al mio fratello di sangue Antares
Alba o tramonto dell'essere?
"la natura indifferenziata del pensiero estingue la colpa, là
se le parole mute non hanno più senso
allora la natura del mondo resta vana
la sorgente del pensiero resta oscura
nel ciclo perenne di ciò che la ruggine riveste
il corroso ferro diviene così relitto
e il lontano stridore (del ferro) cessa
ti ascolto ormai ma nulla posso più dire
sottile come il tempo la realtà mi sfugge sempre più
e ciò che è muto prende il mio essere
il principio inconsapevole fuggo
L'Eone da esso mi respinge
il vuoto prende il posto dell'ira
ma forti correnti sono il mio animo
di ciò che è muto ma consapevole esso si colma
oscuro all'ultima vita le vetuste membra porta,
che la ruggine ormai ogni cosa copre"

"sono l'imperitura ruota
sono lo sfuggente salmone
sono l'intrepida lancia
sono colui che suona l'arpa nera
sono colui che evoca le parole sacre
sono colui che suscita il sogno
sono l'ombra nell'oscurità
sono la tristezza per ciò che è stato (e non è più)
sono il nome mai pronunciato
fui colui che giurò sulle sacre pietre
fui colui che torna in essere
fui colui che per i suoi figli piange
sono colui che venne per primo
sono colui che i figli sospinse
sono colui che per ultimo chiuderà il sacro cerchio (recinto)"

“Nell’Oscuro ogni cosa non vive
nell’Oscuro ogni cosa non muore
l’Oscuro ogni cosa avvolge”

Ti ho cercato per tanto tempo,
eri ormai una remota illusione ...
tu trovasti me e non eri illusione ma reale bellezza d'animo celata in un gigante
sei entrato nella mia vita con i tuoi sereni sorrisi dando speranza di vita ad un uomo alla deriva di sè stesso, abbandonato in un mondo sterile e vestito di nulla,
nulla che mi tormenta ora, che mi svuota ogni giorno sempre di più senza di te e che alimenta quella parte che da sempre tende a morire ...
col cuore a pezzi mi dibatto inquieto nel sonno,
piango ... con i pensieri che si confondono e prendono forma di spettri che si agitano in danze di morte,
tu non ci sei più a proteggermi da tutto ciò con i tuoi abbracci e le tue tenerezze ...
mi mancano tanto il tuo sorriso e i tuoi occhioni pieni di dolcezza: eri tu il sole come ero io ero la luna,
luna che è ora solo una roccia tetra e nera sperduta nell'abisso senza speranza della tristezza
JOY ... JOY ... JOY ...
L'esperienza umana non conta molto, il tempo non migliora la nostra capacità di evitare errori e l'esperienza francamente è solo una delle tanto diffuse bugie che mirano a sostenere la gerontocrazia.
La cosa che può attrarre negli anziani è il fatto che essi scelgono di non scegliere e ciò evita loro di incorrere in errori che farebbero come i più giovani con eguale probabilità.
Cadere in errore in una scelta non previene dal commetterne di nuovi per la molteplicità delle situazioni da un lato e per l'imprevedibilità delle conseguenze di scelte anche fra loro simili, che non possiamo controllare come ben si sa. Le scelte sono infatti prese per lo più in giovane età perchè la società ce lo impone, ma trascorsa questa fase con gli anni diminuiscono le scelte e con esse anche gli errori ormai di gioventù ... ecco quindi raggiunta la tanto decantata saggezza
Non essere vano e stolto oh Callinos, perchè hai grande mente, che mai stai dicendo? Perchè ti aspetti misericordia o pietà dagli Dei? Essi non la possono concepire,
se dici con ardore che gli dei sono immortali allora sei in fallo sulla loro misericordia ed essi non sono malvagi per gratuità ma indifferenti per natura ai mortali (...)
questo ti dico perchè solo chi conosce dolore e tristezza e concepisce la morte può concepire pietà e misericordia (...)
un immortale, come dici tu, è senza pena e se non legato alla sopravvivenza, non piangerà mai,
così gli dei non conoscono pietà per i mortali e sono a loro indifferenti: non si curano delle loro pene e non ascoltano le loro vane suppliche.
Solo una cosa ci accomuna a loro: il desiderio di conoscenza, che tramite il suono dell'arpa nera viene evocato al sogno oscuro e che, tramite la breve morte, ci avvicina a loro come volle il Signore del mio Popolo.
la conoscenza è l'unica cosa che reputano di poter concedere ad alcuni, più per arbitrio forse che per meriti diresti tu, ma ti dico io che è per ragioni oscure,
perchè anche il sonno è fatto oscuro che non è vita ma contatto con i custodi;
essi conoscono perchè parlano con gli Dei ma con le parole oscure (...)
ma di questo non ti posso parlare in questa vita ...
La Brughiera

la contemplo dall'infanzia e ascolato le sue oscure parole,
questa terra vide tempi gloriosi di splendore e di nobiltà
genti fiere vissero un tempo qui
di loro ormai non c'è più nulla (...) restano solo echi e sensazioni che la brughiera fa percepire a chi la sa ascoltare,
ombre imprigionate per sempre negli alberi non più sacri perchè profanati dal ferro,
Non so quale sia la ragione del mio abitare qui,
vedo il remoto passato e l'oscuro futuro e da esule vivo un estraneo presente come un vecchio affetto da autismo temporale
Chi fui io? ... un druida, un guerriero o un fabbro?
... chissà, nessuno lo può dire ormai e che cosa conta ormai, visto che quel mondo è irrimediabilmente perduto?
un uomo che ha perduto qualcosa e che quindi ha la colpa io sono
relegato qui, inerme testimone di un mondo stanco e lontano dalla conoscenza
(...) il druida impiccato, il guerriero dal rutilo pelo legato ad una pianta e trafitto da lance, infanti e donne affogati nell'acquitrino e avvolti dai miasmi della decomposizione ... che cosa è tutto ciò?
Che rimane della brughiera ormai?
la guardo e percepisco spettri ...
alcuni tristi e mesti,
i tramiti col mondo dei morti ...
la loro esistenza è necessaria ai cicli di ciò che torna in essere e ne sono inconsapevole memoria: un tramite alla mememoria passata dell'eone inconsapevole e differenziato che ritorna in essere sono essi;
altri urlano vendetta ed esigono che tutte le forme viventi che abitano attorno alla brughiera siano arse vive ...
tutto essi tendono a prendere in modo incauto:
essi presiedono ai cicli di quel mondo senza cui la vita non sarebbe possibile o sarebbe atrimenti turbata: esigono però tributi...
Qual'è il prezzo che pagheremo noi per la sua distruzione?
Spirito inquieto che fui io per elezione, colpa o gratuita iniquità?
Le conseguenze delle nostre azioni sono assolutamente al di fuori del nostro controllo: solamente le nostre intenzioni lo sono, per questa ragione la logica ci impone di controllare le intenzioni. Tutto ciò perché gli effetti delle nostre azioni interagiscono in modo non lineare sia con le interazioni interne al sistema sia con gli effetti delle azioni degli altri componenti sul sistema

Mai si parli di ciò che sempre torna in essere,
della morte che partorisce morte,
della vita nella morte che pure diviene morte,
perché la vita che diviene ancora vita è solo morte,
ciò che dalla vita sceglie la morte diviene puro, quindi vive senza morte